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Archivio notizie 2007
(dalla più recente)
21/12/2007 - Ricerca: novità
sullo sviluppo della SLA sporadica
Un gruppo di ricercatori
dell’Università svedese di Umea, in collaborazione con alcuni colleghi
belgi e olandesi, hanno scoperto nuove relazioni tra le mutazioni del
gene denominato DPP6 e lo sviluppo della SLA sporadica, cioè la forma
non ereditaria
Dai risultati di un recente studio sugli aspetti genetici
della sclerosi laterale amiotrofica è emerso come una variante genica
sul cromosoma 7 sia fortemente associata alla predisposizione a
sviluppare la forma sporadica di questa malattia. La variante è relativa
al gene denominato DPP6, che viene deregolato di più
del 50 % a seguito di traumi del midollo spinale nei ratti.
La SLA, nota anche come morbo di Lou Gehrig, è una patologia neurologica
progressiva, debilitante e sempre fatale che distrugge i motoneuroni.
Benché il 10 % dei casi di SLA sia di natura familiare ed essi siano
stati associati a mutazioni a carico di diversi geni, il restante
90 % è di natura sporadica, quindi non ereditaria.
Quella identificata nello studio in questione è la prima associazione
genetica che riguardi la SLA sporadica e che sia supportata da prove
statistiche convincenti. Essa, quindi, rappresenta un punto di partenza
per ulteriori analisi e ricerche in merito all'eziopatogenesi della
malattia, benché una possibile cura appaia a tutt’oggi ancora lontana.
Per maggiori informazioni:
www.nature.com/ng/index.html
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16/12/2007
PADRE MALATO, CAPORALE dell'ESERCITO
SCRIVE UNA LETTERA AL CAPO DELLO STATO
MARCIANISE (Caserta) - Un appello al Capo dello Stato per ottenere il
trasferimento di un soldato a cui è negato, a causa della distanza tra
casa e lavoro, di assistere il padre in fin di vita: lo ha lanciato Luca
Tartaglione, delegato nazionale del Co.Ce.R. (Consiglio centrale di
rappresentanza) delle forze armate. In una lunga lettera Tartaglione ha
esposto il caso: il soldato Domenico Cirillo è in servizio nel sesto
reggimento trasporti di Budrio (Bologna), mentre il padre Raffaele,
affetto dalla sclerosi laterale amiotrofica, vive a Marcianise
(Caserta). "Il soldato Cirillo - ha scritto Tartaglione - corre su e giù
sulla tratta Budrio-Marcianise poiché è l'unico che fisicamente può
spostare nel letto il papà, di 80 chili, per evitare la formazione di
piaghe da decubito". Tartaglione ha poi aggiunto, rivolgendosi
direttamente al Capo dello Stato Giorgio Napolitano: "Mi aiuti a fare
questo regalo di Natale al signor Raffaele Cirillo", disponendo che il
figlio Domenico "possa almeno fruire di un provvedimento temporaneo che
gli consenta di essere a Marcianise, quando il padre terminerà le sue
tremende sofferenze"
Signor Presidente, lasci che il
Signor Cirillo Raffaele affetto da S.L.A. ( sclerosi laterale
amiotrofica malattia del motoneurone degenerativa e progressiva nel
provocare disabilita' motoria totale) termini le sue sofferenze terrene
tra le braccia del figlio Caporal Maggiore Scelto dell’Esercito Italiano
Domenico Cirillo, in servizio presso il 6° Reggimento Trasporti di
BUDRIO (BO).
Signor Presidente, il soldato Cirillo, si e’ visto rigettare la domanda
di trasferimento formulata ai sensi dell’art. 33, comma 5, L.104/92,
verosimilmente perchè nel comune di residenza del padre malato esistono
parenti e/o affini entro il 3° grado di parentela in grado di prestare
assistenza(?).
Signor Presidente, la camera da letto del signor Cirillo Raffaele non ha
per arredamento i mobili ma delle macchine che servono a tenerlo in
vita: respiratori, bombole di ossigeno, gruppi elettrogeni, aspiratore
chirurgico e tutto cio’ che serve per poter respirare, perche’ Signor
Presidente, ormai puo’ solo respirare. Il Signor Raffaele Cirillo, non
puo’ uscire, non puo’ giocare con i nipoti, non puo’ parlare con i
figli, non puo’ nemmeno chiedere aiuto alla moglie ( tra l’altro
invalida per piu’ del 75%) ma comprende tutto e soffre per la lontananza
del suo figlio adorato che con orgoglio sa di essere un Soldato di Pace
della Repubblica Italiana.
Signor Presidente, la s.l.a., purtroppo, ti immobilizza in un letto, ma
ti da’ la capacita’ di comprendere fino alla fine tutto cio’ che succede
intorno; il signor Cirillo e’ un uomo perfettamente cosciente che non
puo’ muovere un dito e nemmeno dire al figlio “ ti voglio bene”; il
signor Cirillo non ha piu’ funzioni motorie, non puo’ difendersi, non
puo’ cambiare la sua posizione, determinante per lenire le tremende
piaghe da decupido, esso è dipendente da altri al 100%, la sua tremenda
malattia è in una fase estremamente critica, Egli infatti respira
attraverso la tracheostomia e dipendenza dal ventilatore polmonare
meccanico e necessita di aspirazione dei muchi dalla cannula con
l'aspiratore chirurgico sino a 10-12 volte al giorno.
Signor Presidente, il soldato Cirillo corre su e giù sulla tratta Budrio
(BO) - Marcianise (CE) (residenza del Padre) poiché è l’unico che
fisicamente può spostare il papà, un adulto di 80 kg, nel letto per
evitare la formazione di piaghe da decupido, e lo fa con estrema
devozione e amore destinando ogni sua sinergia psico-fisica; e ciò è
molto bello Signor Presidente, io stesso sono padre di 4 figli e spero
di ricevere lo stesso amore che il soldato Cirillo riversa sullo
sfortunato genitore.
Signor Presidente, dal 13 aprile 2007 (circa 8 mesi) il soldato Cirillo
attende di essere ascoltato dal Ministro della Difesa come da istanza
formulata ai sensi del art. 39, comma 5, del Decreto del Presidente
della Repubblica 18 luglio 1986, n. 545.
Invero, Signor Presidente, non tutti i colleghi della sua Caserma sono
restati indifferenti alla sofferenza del soldato CIRILLO, tanto che un
suo Rappresentante – delegato Co.Ba.R. Sergente Roberto FIORE – ha
scritto una lettera al Comandante di Reggimento postulando, con toni
decisi ed aspramente commisurati alla situazione, AIUTO E SOLIDARIETA’
per il soldato CIRILLO e per il suo povero Padre Raffaele, purtroppo a
questo appello del delegato Co.Ba.R. è seguito un’avvio di procedimento
disciplinare a carico dello stesso. Ma questa, Signor Presidente, è
un’altra storia che certamente può servire per la formulazione della
Riforma della Rappresentanza Militare attualmente in discussione al
Senato della Repubblica.
Signor Presidente, affido quest’appello a mezzi mediatici solo ed
esclusivamente perché la situazione del Signor Raffaele Cirillo non può
attendere le notorie lungaggini burocratiche.
Signor Presidente, mi aiuti a fare questo regalo di Natale al Signor
CIRILLO RAFFAELE, conceda un po’ della sua immensa umanità a questi
figli della Repubblica, disponga acchè il soldato CIRILLO possa almeno
fruire di un provvedimento temporaneo che gli consenta di essere in quel
di Marcianise, allorquando il Padre Raffaele terminerà le sue tremende
sofferenza terrene e si presenterà alla presenza di Dio.
Buon Natale Signor Presidente.
Con deferenza
Luca Tartaglione"
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16/12/2007 Quarto d'Altino -
Continua la lotta di un malato di Sla
Dieci ore in più di assistenza
settimanali, concesse in questi giorni dal settore sociale dell'Ulss 12
dopo la minaccia di uno sciopero della fame e dopo che due mesi fa una
commissione della stessa Ulss aveva detto che di ore in più ne servivano
112, più di dieci volte tanto.
Va avanti per passettini la battaglia di un malato di Sla, Andrea
Zambon, e della sua famiglia. Quarant'anni, costretto a letto, reduce da
un recente intervento di "revisione" della tracheotomia che gli era già
stata praticata, nutrito attraverso la peg, a causa della sclerosi
laterale amiotrofica può muovere solo gli occhi. Necessita di interventi
continui di assistenza, notte e giorno. La moglie, da tempo, dice che le
otto ore che Comune e Ulss gli assicurano settimanalmente sono troppo
poche.
L’Ulss certifica. Non è la sola a dirlo, visto che a metà ottobre
è stato redatto il verbale dell'Unità valutativa muldimensionale
distrettuale (Uvmd), sollecitata dalla stessa Direzione regionale per i
Servizi sociali. Vi si legge che è necessario un «intervento di
operatori sociosanitari specializzati a supporto del care giver (chi
assiste il malato, cioè la moglie Mariagrazia, ndr), strutturato in modo
da coprire le 24 ore, almeno su cinque giorni la settimana». Insomma,
«una rete di sostegno sociale attorno al care giver: in modo da
soddisfare le necessità basilari per mantenere la qualità di vita
quoditiana del paziente e sostenere contemporaneamente il resto del
nucleo familiare, costituito da tre figli minori».
Intervenga la Regione. Chi deve garantire questo sostegno? Lo
stesso verbale Uvmd nota «la sostanziale impossibilità da parte delle
strutture comunali preposte ad attuare un Progetto individuale di
supporto socioassistenziale distribuito sulle 24 ore, che si pone come
unica soluzione per fronteggiare le necessità del paziente». A meno che
«la Regione Veneto non stanzi contributi specifici per questi casi,
indirizzandoli al Comune affinché li gestisca ed utilizzi per supporti
socioassistenziali alla famiglia oppure non attivi dei fondi economici
appropriati e finalizzati da conferire direttamente alla famiglia».
Poi più niente. Ma dopo il deposito del verbale dell'Uvmd non si
è mossa più foglia. Anzi, ci sarebbe stata - racconta l'assessore alle
Politiche sociali di Quarto d'Altino Maurizio Donadelli - una
comunicazione interna all'Ulss 12 che, facendo riferimento a quel
verbale, diceva in sostanza: quello che possiamo fare per la parte
sanitaria, bene; ma non possiamo rispondere alle esigenze della signora
Zambon per quanto riguarda la parte sociale.
Appena l'ha saputo (cioè più di un mese e mezzo dopo) l'assessore
Donadelli ha chiamato il dirigente regionale per i Servizi sociali
Claudio Beltrame per chiedere conto. E l'esito di questo chiarimento
sarebbe appunto l'offerta di altre dieci ore di assistenza settimanali,
per un totale di 18, erogate attraverso il Comune di Quarto. «Un
contentino», per la moglie Maria Grazia Morgese. «A noi non bastano. Mi
permetterebbero di chiudere occhio solo per una notte alla settimana. E'
un passetto, non un salto in avanti».
Minaccia di sciopero della fame. Nel frattempo si è mosso anche
Gianfranco Bastianello, vicepresidente regionale dell'Uildm. In una
lettera indirizzata a Ulss, Regione, Provincia e Comune di Quarto
comunica che, «constatato che nonostante i vari solleciti e gli impegni
presi... a tutt'oggi al signor Zambon Andrea... non è ancora stato
concesso un aumento dell'assistenza domiciliare necessaria... Ritengo
doveroso, nel mio ruolo di portavoce dei diritti dei disabili, farmi
carico di una azione incisiva e forte al fine di veder concretizzarsi le
legittime richieste avanzate. Pertanto: qualora non ci fossero novità
operative... è intenzione dello scrivente vicepresidente regionale Uildm
porre in atto a partire da lunedì 17 dicembre un presidio permanente
presso il Municipio di Quarto d'Altino con astensione dall'assunzione di
cibi e bevande a tempo indeterminato fintantoché non ci saranno degli
impegni precisi, tempestivi e concreti da parte degli organi
competenti».
Raddoppio? Per Donadelli potrebbe non essere necessario: l'Ulss
forse potrebbe arrivare a raddoppiare, offrendo venti ore settimanali in
più, per un totale di 28. Non è l'ideale, ma per lui è già qualcosa. Se
ne riparla lunedì o nei giorni immediatamente seguenti: l'ennesima
puntata di questo sceneggiato italiano, nel quale per avere una giusta
assistenza (certificata dalle stesse carte dell'Ulss) bisogna legarsi a
municipi, minacciare scioperi della fame e finire sulle pagine dei
giornali.
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20/11/2007 - Comunicatori vocali: come richiederli
Il 1° agosto 2007 la Conferenza Stato-Regioni ha ratificato in via
definitiva il provvedimento con il quale il Ministro della Salute Livia
Turco ha destinato 10 milioni di euro, da ripartire tra
le varie regioni, per l’acquisto di comunicatori vocali
(sistemi di comunicazione aumentativa alternativa) per pazienti affetti
da Sclerosi Laterale Amiotrofica o da altre gravi patologie croniche ad
andamento degenerativo che comportino la perdita della parola lasciando
intatte le capacità cognitive.
Infatti nelle fasi più avanzate della malattia, quando restano solamente
i movimenti oculari a collegare i pazienti con il mondo circostante, la
tecnologia può essere di enorme aiuto. In questo senso i
dispositivi a controllo
oculare garantiscono la possibilità di comunicare grazie
a una telecamera connessa a un computer e a un software i quali
consentono di scrivere, navigare in internet, leggere e spedire e-mail,
comandare luci e apparecchi domestici e soprattutto, appunto,
comunicare con le
persone.
Recentemente lo stesso Ministero ha
definito le modalità per l’accesso a questo fondo, suddividendolo già
regione per regione e prevedendo così la dotazione riassunta nella
tabella seguente:
|
REGIONE
|
SOMMA VINCOLATA IN EURO
|
|
PIEMONTE
|
738.997
|
|
VALLE
D'AOSTA
|
21.102
|
|
LOMBARDIA
|
1.612.753
|
|
BOLZANO
|
82.078
|
|
TRENTO
|
85.559
|
|
VENETO
|
806.498
|
|
FRIULI
|
205.658 |
|
LIGURIA
|
274.057
|
|
EMILIA
ROMAGNA
|
712.755
|
|
TOSCANA
|
616.130
|
|
UMBRIA
|
147.720
|
|
MARCHE
|
260.215
|
|
LAZIO
|
902.915
|
|
ABRUZZO
|
222.173
|
|
MOLISE
|
54.621
|
|
CAMPANIA
|
985.661
|
|
PUGLIA
|
693.004
|
|
BASILICATA |
101.118 |
|
CALABRIA
|
341.167
|
|
SICILIA
|
853.969
|
|
SARDEGNA
|
281.809 |
|
TOTALE
|
10.000.000 |
Problemi applicativi
Al momento attuale sono ancora in fase di definizione e
consolidamento le procedure per l’assegnazione dei comunicatori
e dei puntatori oculari. Questo iniziale
“disorientamento” è dovuto, in particolare, alla scarsa conoscenza della
nuova disposizione di legge e della disponibilità di fondi da parte
delle Aziende Usl italiane.
Questa nota, quindi, intende diffondere ulteriormente questa notizia e
offrire uno strumento alle persone con SLA che vogliano da subito
richiedere il nuovo ausilio.
Come fare?
1) Innanzitutto rivolgersi alla propria Azienda USL.
Solitamente la competenza è attribuita all’Ufficio Prestazioni e Protesi
(che può avere anche un’altra denominazione). C’è la possibilità che
vengano date risposte evasive e che i responsabili ignorino la nuova
opportunità.
2) Formalizzare quindi la richiesta utilizzando il modulo seguente [
o
], che deve essere presentato richiedendone anche la
protocollazione all’Ufficio che si occupa di protesica.
3) Allegare alla domanda una copia della diagnosi della malattia,
rilasciata da un medico (curante o specialista), e una relazione
sulle caratteristiche cliniche che comportano la prescrizione
dell’ausilio ad alto contenuto tecnologico (sempre redatta da un
medico).
È bene ricordare che il cittadino conserva il diritto di richiedere -
per iscritto - chi sia il responsabile del procedimento, a che punto
questo si trovi e quali siano i tempi di attesa previsti.
Vi invitiamo, infine, a considerare la presente come una prima nota
indicativa, cui ne seguiranno altre, non appena la situazione generale
si sarà consolidata anche sotto il profilo amministrativo.
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19/11/2007 - SCLEROSI LATERALE AMIOTROFICA: PRESENTATO IN COMMISSIONE UN
DECRETO LEGGE
Richiesta l'abilitazione di alcune
categorie di persone ad effettuare aspirazioni endotracheali
Presentazione ufficiale oggi alla Commissione
Ministeriale sulla Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA)
di una proposta di decreto riguardante
l'estensione al personale non sanitario della pratica di
broncoaspirazione in malati tracheostomizzati.
Sono più di mille in Italia le persone affette da
Sclerosi Laterale Amiotrofica che hanno accettato di
vivere con una tracheostomia grazie ad apparecchiature elettromedicali
per la respirazione che li mantengono in vita.
Molti di più sono i malati di altre patologie che vivono nella stessa
condizione respiratoria.
Ancor oggi, nel nostro Paese, la pratica dell’aspirazione delle
secrezioni in trachea è riservata al solo personale sanitario.
Considerato che la pratica delle secrezioni avviene mediamente
tra le 7 e le 10 volte nell’arco delle 24 ore, assistere a domicilio
questi malati implica, necessariamente, la presenza continuativa
di più infermieri che si alternano durante il giorno e la
notte;
quando ciò non si verifica – ed è caso frequente – i familiari o
addirittura il badante praticano la broncoaspirazione
nell’illegalità.
L’associazione
Viva la Vita Onlus chiede
al
Ministro della Salute, On. Livia
Turco, l’emanazione di un decreto che estenda anche al
personale non sanitario, previa adeguata formazione e certificazione, di
effettuare la broncoaspirazione, proponendo un modello che in altri
paesi d’Europa è in vigore da quasi 10 anni.
L’emanazione di un simile decreto consentirebbe finalmente anche
in Italia l’adozione di nuovi protocolli assistenziali
domiciliari per pazienti tracheostomizzati in respirazione
meccanica invasiva.
Tali protocolli comporteranno una riduzione sensibile della spesa
sanitaria e un notevole miglioramento della qualità assistenziale
erogata a domicilio per malati complessi come le persone affette da
Sclerosi Laterale Amiotrofica.
L’erogazione di moduli di 12 o 24 ore al giorno di assistenza
infermieristica domiciliare potrà essere trasformata in un modello
socio-sanitario in cui l’infermiere assume il
ruolo di case manager e l’aiuto alla persona verrà fornito
continuativamente da assistenti familiari formati e
certificati nella pratica della broncoaspirazione.
L’associazione
Viva la Vita Onlus
ha verificato, nei fatti, che la presenza di un infermiere a domicilio
per 24 ore, oltre che essere costosa e insostenibile per le Aziende
Sanitarie, risulta spesso inutile e motivata soltanto dalla mancanza in
Italia di un provvedimento che consenta al personale non sanitario di
broncoaspirare.
La formazione di assistenti familiari per la broncoaspirazione e per la
gestione ordinaria, laddove sia presente, della nutrizione artificiale,
razionalizzerebbe la spesa assistenziale ai malati di
SLA e ottimizzerebbe l’impiego delle risorse professionali
infermieristiche, diffondendo il modello più funzionale di integrazione
socio-sanitaria in cui, a fianco di badanti specializzati, potrebbe
finalmente operare un infermiere case manager.
Tutto ciò rappresenterebbe il primo risultato immediato
e diretto dell’emanazione di un decreto ministeriale che consenta la
broncoaspirazione a domicilio anche a personale non sanitario,
debitamente formato.
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13/11/2007 - Centro provinciale per l’Adattamento dell’Ambiente
Domestico
Il Comune
di Bologna ha istituito il "Centro provinciale per l’Adattamento
dell’Ambiente Domestico rivolto a persone anziane e disabili" (CAAD). Il
Centro è previsto nell'ambito di un apposito progetto finalizzato della
Regione Emilia-Romagna, che istituisce centri analoghi in ogni provincia
della regione. I CAAD si occupano di dare informazione e consulenza al
fine di individuare soluzioni che possano migliorare la fruibilità della
propria abitazione e la qualità della vita al domicilio per le persone
disabili e anziane.
Per saperne di più. Per richiedere la
Newsletter gratuita mensile scrivere a
caad@comune.bologna.it
29/10/2007 Consiglio Superiore di Sanità: NO al farmaco Igf-1 per la Sla
ROMA - Sulla base dei risultati degli studi ad oggi disponibili, non è
giustificato il trattamento dei pazienti affetti da Sla con i farmaci
Igf-1 ed Igf-1/Igf-Bp3. Ad esprimersi così è il Consiglio Superiore di
Sanità chiamato a rispondere ad un quesito posto dalla Direzione
generale dei farmaci e dispositivi medici, su indicazione del ministro
della Salute, in ordine all'impiego dei farmaci Igf-1 e Igf-1/Igf-Bp3
per il trattamento della Sclerosi Laterale Amiotrofica (Sla). Il
Consiglio Superiore di Sanità ritiene non giustificato il ricorso a tali
farmaci per il trattamento dei pazienti affetti da Sla che non
rispondono alla terapia con Riluzolo e sostiene che le risorse
attualmente impegnate per trattare pazienti affetti dalla patologia con
questi medicinali possano essere più utilmente finalizzate per
assicurare ai pazienti stessi interventi la cui efficacia sia comprovata
da adeguate evidenze scientifiche. L'organo sanitario si è comunque
riservato di riesaminare la problematica alla luce dei risultati
definitivi dello studio clinico attualmente in corso negli Stati Uniti.
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16/10/2007 : A proposito del Decreto relativo all'Individuazione
delle patologie rispetto alle quali sono escluse visite di controllo
sulla permanenza dello stato invalidante.
Il Ministro della Salute e il Ministro dell'Economia e delle Finanze
hanno firmato il
Decreto che esclude alcune categorie di patologie alle
visite di controllo di accertamento dello stato invalidante (GU n. 225
del 27/09/07). Tale decreto verrà applicato solo a coloro che hanno già
l'invalidità totale e l'indennità di accompagno.
08/10/2007 - A buon punto l'iter
per l'aggiornamento del nomenclatore tariffario
ROMA - Il tema dell'invalidità, il rinnovo del nomenclatore tariffario,
lo stop agli accertamenti inutili per i disabili gravi, ma soprattutto
l'approvazione - promessa entro ottobre - di due collegati alla legge
Finanziaria: il decreto legislativo sul Fondo per non autosufficienza e
il disegno di legge sull'ammodernamento del sistema sanitario. Il
ministro Livia Turco risponde alle richieste della Fish con tutte le
cartucce a sua disposizione, mettendo in fila la lunga serie di
provvedimenti e iniziative intraprese dal suo dicastero negli ultimi
mesi. La parte del leone la fa il lavoro portato avanti dalla
Commissione Salute e Disabilità, individuata come il luogo di
conciliazione fra le richieste delle associazioni e le esigenze e le
possibilità del Ministero. Turco afferma di non ritenere necessaria
alcuna modifica legislativa se non quella volta alla semplificazione
dell'intero sistema: norme che non sono state inserite in Finanziaria e
che troveranno altrove una loro collocazione normativa. Fra i risultati
già raggiunti, il ministro ha posto l'accento sul provvedimento,
pubblicato lo scorso 27 settembre in Gazzetta Ufficiale, che evita alle
persone con disabilità gravi e irreversibili il calvario inutile delle
visite di controllo per la verifica della sussistenza dei requisiti. Si
tratta di un provvedimento (attuativo dell'articolo 6 della legge 80/06)
a lungo atteso, che unifica l'accertamento della patologia e che
permette di eliminare alla radice quei ritardi burocratici che nel
concreto sono spesso sfociati nella sospensione (per quanto temporanea)
dei relativi trattamenti economici. Le persone interessate sono fra un
milione e mezzo e due milioni, e l'elenco delle patologie (suddivise in
dodici macro-aree) potrà essere aggiornato con cadenza annuale. "E stata
una lunga battaglia, ha commentato Turco, ma alla fine ce l'abbiamo
fatta".
"La nostra scelta di fondo" - ha spiegato il ministro strappando un
applauso - "è quella di rendere forte il servizio sanitario pubblico
universalistico e solidale: servono risorse certe, investimenti negli
ospedali, e una seria lotta agli sprechi". Nell'immediato, due collegati
alla Finanziaria avranno il loro via libera "entro la fine di ottobre":
si tratta del disegno di legge sull'ammodernamento del sistema sanitario
e del decreto legislativo sul Fondo per la non autosufficienza . Buone
notizie anche sul versante dell'aggiornamento del nomenclatore
tariffario, il documento che stabilisce la tipologia e le modalità di
fornitura di protesi e ausili a carico del Servizio Sanitario Nazionale.
Una lista ormai obsoleta, ferma al 1992, la cui modifica si avvicina: "I
nostri uffici" - ha spiegato Turco - "hanno preparato il testo del nuovo
nomenclatore e hanno avviato una consultazione con associazioni e
produttori: l'obiettivo è che alla prossima riunione della Commissione
salute e disabilità, prevista per il 18 ottobre, tale verifica possa
dirsi conclusa" e il testo venga approvato. Nel frattempo, ha però
precisato, si è deciso di anticiparne gli effetti dell'entrata in vigore
per ciò che riguarda i comunicatori vocali per i pazienti affetti da
sclerosi laterale amiotrofica: un anticipo di 10 milioni di euro alle
Regioni che rende il diritto "esigibile e individuale" già oggi.
La titolare del dicastero della Salute ha illustrato anche le attività
della Commissione sulla terapia del dolore (con il via all'aggiornamento
delle linee guida sulla presa in carico), l'Osservatorio sugli stati
vegetativi, il Tavolo per i celebrolesi, l'attivazione del Forum
nazionale per le lesioni al midollo spinale (con l'istituzione di una
giornata nazionale fissata al 4 aprile), il Tavolo sull'autismo e il
lavoro di intesa con Regioni e Istituto superiore di Sanità riguardo
alle malattie rare e all'omogeneità di intervento sul territorio.
(Stefano Caredda)
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01/10/2007 - Nella Finanziaria 2008 Provvedimento sulla
prescrizione di farmaci
Una norma inserita nella Finanziaria 2008 stabilisce che in nessun caso
un medico potrà prescrivere farmaci di cui non è autorizzato il
commercio in Italia, senza che ci siano dati favorevoli di
sperimentazioni cliniche di fase seconda. Ne parla il Sole 24 Ore.
La norma si riferisce a situazioni simili al cosiddetto «caso di Bella».
Ad esempio, secondo quanto racconta il Sole, quanto avviene oggi con i
malati affetti da SLA (Sclerosi laterale amiotrofica) ai quali alcuni
neurologi prescrivono l'Igf-1: un farmaco che costa 140mila euro
all'anno per ogni singola persona e che è commercializzato sono in
America per il trattamento della sindrome di Laron, una malattia rara
che colpisce i bambini. In diversi casi i giudici hanno stabilito che la
somministrazione deve avvenire gratuitamente e che il costo del farmaco
deve essere a carico del Ssn.
Con l'entrata in vigore di questo provvedimento, non sarà più possibile
per i medici prescrivere farmaci per i quali la Commissione
tecnico-scientifica dell'Aifa non ne abbia riconosciuto una presumibile
efficacia sulla base dei dati disponibili derivati da sperimentazioni
cliniche di fase II.
«È una norma a tutela dei cittadini, della salute, dell'evidenza
scientifica. In Italia non possono più ripetersi "casi Di Bella". Un
conto è investire nella ricerca, altra cosa è far credere valido un
farmaco quando non c'è alcuna validazione clinica e scientifica», spiega
il ministro della Salute Livia Turco.
[Il Sole 24 Ore, pag. 8. 1 ottobre 2007]
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19/09/2007 - Firenze - Novità sulla
proteina responsabile della SLA
(AGI) Firenze, 18 set. - Superossido dismutasi: si chiama cosi' la
proteina responsabile della Sclerosi Laterale Amiotrofica, una tra le
peggiori malattie degenerative. I ricercatori di FiorGen, fondazione
farmacogenomica fiorentina, guidati dai Professori Ivano Bertini e Lucia
Banci, e in collaborazione con la Professoressa Joan Valentine
(University of California, Los Angeles), hanno capito le cause e il
meccanismo molecolare del malfunzionamento della proteina. Per
funzionare correttamente, la superossido dismutasi deve raggiungere la
forma cosiddetta matura, cioe' deve legare alcuni ioni metallici (il
rame e lo zinco) che noi assumiamo con la dieta. Studiandone il
comportamento nello stato precedente la maturazione, ovvero quando non
ha ancora legato i metalli, gli scienziati di FiorGen hanno notato che
la proteina, tenuta alla temperatura del corpo umano (37°) e all'aria
(cioe' per effetto dell'ossigeno) non e' stabile ed e' soggetta ad un
processo di polimerizzazione: si aggrega con altre proteine dello stesso
tipo, creando un agglomerato (polimero) di tante superossido dismutasi.
Se l'organismo non e' capace di far legare in modo efficiente i metalli
oppure non compensa bene gli effetti ossidativi dell'ossigeno, si puo'
assistere alla polimerizzazione: il polimero della superossido dismutasi
e' la specie tossica che causa la malattia, cosi' come lo sono i
polimeri di altre proteine nel morbo di Parkinson e di Alzheimer. I
ricercatori di FiorGen hanno compreso il meccanismo molecolare per cui
si formano gli aggregati tossici della superossido dismutasi: un
avanzamento fondamentale nel dibattito scientifico internazionale sulla
malattia. La proteina venne scoperta negli anni '60 e il suo legame con
la sclerosi laterale amiotrofica fu individuato nel 1993. Molti studi
sulla superossido dismutasi erano stati condotti in passato, ma senza
che si arrivasse a capire il meccanismo che porta all'aggregazione delle
proteine e al danno neurologico. Si e' rivelata fondamentale
l'intuizione dei ricercatori di FiorGen: osservare la proteina nella
fase precedente la maturazione (cioe' senza i metalli), alla temperatura
del corpo umano e all'aria. Se la proteina non lega i metalli subito ed
e' soggetta a stress ossidativo, inizia ad aggregarsi, in un processo
lento ma continuo che porta alla formazione di grossi agglomerati
proteici tossici. Lo studio degli scienziati fiorentini e' stato
pubblicato su PNAS (Proceedings of the National Academy of Sciences),
una delle piu' prestigiose riviste scientifiche internazionali. Il
prossimo passo verso la cura della SLA sara' individuare i fattori che
determinano il processo di ossidazione. (AGI)
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Ministero della Salute - Agosto 2007 - Riconoscimento
dell'invalidità al 100% all'atto della diagnosi per malati di SLA
Il Ministro della Salute, on. Livia Turco, ha firmato il decreto per il
riconoscimento immediato dell'invalidità civile al 100% per le persone
affette da SLA fin dal momento della diagnosi.
Primo obiettivo del lavoro della Commissione SLA insediatasi il 5
gennaio 2007, il decreto interviene a sanare una gravissima e
intollerabile situazione di iniquità nei confronti di chi, con diagnosi
certa di SLA, si è visto fino ad ora riconoscere percentuali inferiori
rivedibili dopo anni. Il decreto fornirà alle Regioni uno strumento
fondamentale per emanare provvedimenti che consentano le Commissioni
medico legali immediatamente l'invalidità totale ai malati di SLA e i
conseguenti benefici di legge. E' fondamentale in questo momento la
pressione di tutti i malati affinché le Regioni accolgano rapidamente il
DM e lo trasformino in DGR.
INPS - Circolare 112 del 3 agosto 2007 - Estensione del diritto al
congedo di cui all'art. 42, comma 5, D.Lgs. 151/2001 al coniuge
convivente con soggetto con handicap in situazione di gravità
La Corte Costituzionale, con sentenza n.158 del 18 aprile 2007, ha
dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 42, comma 5, del
D.L.gs 26 marzo 2001, n.151 (Testo Unico delle disposizioni legislative
in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità) nella
parte in cui non prevede, in via prioritaria rispetto agli altri
congiunti indicati dalla norma, anche per il coniuge convivente con
soggetto con handicap in situazione di gravità, il diritto a fruire del
congedo indicato.
Secondo il dispositivo della sentenza, pertanto, il congedo di cui
trattasi deve essere riconosciuto in via prioritaria al coniuge
convivente con il soggetto gravemente disabile. La circolare dell'Inps
dà le indicazioni necessarie a tutte le sedi INPS per concedere il
congedo parentale al coniuge del disabile grave al fine di adeguarsi
alla sentenza della Corte Costituzionale. Va segnalato che l'Inps ha
raccomandato ai vari uffici di "concedere" il congedo anche a chi ha
presentato già domanda (prima della sentenza) e la cui pratica non sia
stata ancora definita (così non sarà necessario presentare una nuova
domanda) ed a chi è stata respinta la domanda ed ha attivato il giudizio
dinanzi al giudice del lavoro, con esclusione solo dei soggetti il cui
diritto si sia prescritto. Chi ha presentato la domanda prima della
sentenza della Corte è bene che si informi presso gli uffici per
accertarsi dell'effettivo riesame della stessa, come raccomandato
dall'Inps (sede centrale).
Leggi la Circolare n. 112 del
03/08/2007
Nota: La circolare dell'Inps dà le
indicazioni necessarie a tutte le sedi Inps per concedere il
congedo parentale al coniuge del disabile grave al fine di adeguarsi
alla sentenza della Corte Costituzionale. Va segnalato che l'Inps ha
raccomandato ai vari uffici di "concedere" il congedo anche a chi ha
presentato già domanda (prima della sentenza) e la cui pratica non sia
stata ancora definita (così non sarà necessario presentare una nuova
domanda) ed a chi è stata respinta la domanda ed ha attivato il giudizio
dinanzi al giudice del lavoro, con esclusione solo dei soggetti il cui
diritto si sia prescritto. Chi ha presentato la domanda prima della
sentenza della Corte è bene che si informi presso gli uffici per
accertarsi che l'effettivo riesame della stessa, come raccomandato
dall'Inps (sede centrale).
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Conferenza Stato Regioni - Agosto 2007
Approvato lo stanziamento di 10 milioni di euro per i comunicatori per i
malati di SLA
Il fondo di 10 milioni di euro, stanziato dal Ministero della Salute per
i comunicatori ad alto contenuto tecnologico per malati di SLA, è stato
approvato dalla Conferenza Stato Regioni: si tratta ora di stabilire le
modalità di erogazione e la ripartizione del fondo a livello regionale.
L'Associazione Viva la Vita Onlus, sulla scorta del percorso messo in
atto sulla Regione Lazio che ha già consentito di assegnare comunicatori
per 300 mila euro, proporrà che nelle altre regioni si segua lo stesso
criterio, secondo un percorso che identifica un'ausilioteca, capace di
stabilire il migliore ausilio per ciascun malato e di seguirne
l'addestramento e l'utilizzo, un ente prescrittore e un ente erogatore.
Ciò consentirà a tutti di avere il migliore ausilio nelle migliori
condizioni, ottimizzando la spesa e utilizzando al meglio il fondo
stanziato.
30/08/2007 Ciao Andrea!
Andrea Battistini è mancato domenica all’affetto della sua famiglia e dei suoi
amici. E questa, in una grande città come Bologna, non sarebbe una notizia.
Invece è una notizia importante. Per tutti. Andrea Battistini è stato colpito
dalla Sclerosi Laterale Amiotrofica. Lo è stato in un momento nel quale i
compianti signori Welby e Nuvoli non avevano fatto ancora parlare della loro
triste vicenda. In un momento in cui le terapie “molto” alternative a base di
farmaci non sperimentati non avevano fatto ancora parlare di loro. Lo è stato
mentre era bravo professionista e padre di famiglia.
Lo è stato mentre, nella sua città, si è provato a togliere a lui come alle
persone come lui, la possibilità di essere seguito dall’Unità Operativa di
Neurologia dell’Ospedale Bellaria. Cioè dalle persone che potevano fare qualcosa
davvero per lui.
Andrea è sceso in piazza. Più volte. Con il suo corpo stanco ed il suo sguardo
vivo. Con la sua mamma al fianco. Con la sua dignità a giganteggiare. Più volte.
Con la pioggia o il sole. L’abbiamo visto nelle foto dei giornali della nostra
città. Ha affiancato chi ha voluto battersi in favore di chi soffre di malattie
come la sua.
Non ha mai chiesto se non di vivere con dignità ed entusiasmo la sua vita sino
all’ultimo lume. Ad ogni assemblea dell’associazione AssiSLA Onlus ci ha
insegnato un pochino di più a stare al mondo. Come ogni suo compagno di malattia
che ogni giorno si è unito all’associazione dopo di lui. Ha creduto nei suoi
medici. Ha sostenuto chi ha lottato per una sanità più equa. Senza Clamori.
Senza egoismi. Ora è libero. E noi siamo soli. Sicuramente mai più dimentichi.
Da domenica i suoi amici faranno in modo che Andrea Battistini sia sempre
presente tra loro.
E continui ad insegnare a chi ne ha voglia a
vivere la vita sino in fondo, a viso aperto.
Filippo Martone - Presidente AssiSLA
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26/07/2007 Tornano i bagnini amici e fioccano le prenotazioni...
Dopo il successo della scorsa estate, il progetto 'Un bagnino per amico' procede
a gonfie vele in Emilia Romagna, nella fascia costiera che va da CERVIA a LIDO
DI SAVIO, (compresa quindi MILANO MARITTIMA)
LA COOPERATIVA BAGNINI CERVIA ha organizzato infatti, come l'anno scorso, un
servizio gratuito, mettendo a disposizione anche un fisioterapista per
permettere alle persone disabili di fare il bagno.
Sono stati quaranta i disabili assistiti nella prima settimana, mentre le
prenotazioni complessive hanno toccato quota centoventi.
E' una partenza lanciata, quella del servizio promosso dalla Cooperativa
Bagnini, dato che l'anno scorso, all'esordio, aveva raggiunto quota sessanta
nell'arco dell'interna stagione. La forte richiesta potrebbe indurre la Coop
Bagnini ad aumentare il numero di speciali poltroncine disponibili, ad oggi 12,
insieme all'ora giornaliera di assistenza garantita, week end esclusi, dai tre
operatori specializzati di Fisioequipe. Il successo ha portato in città una
troupe di Rai 3 che ha documentato l'iniziativa.
"Ho perso l'uso delle gambe - racconta Petrov Srghai, di Cuneo - in un incidente
sul lavoro. Sono qui in vacanza con i familiari, e mi tratterrò venti giorni.
Non immaginavo di potere fare il bagni in modo agevole. Prima mi spostavo sulla
sabbia solo grazie a persone che si prestavano ad aiutarmi, adesso ho a
disposizione un operatore specializzato, e soprattutto questa carrozzina in
grado di muoversi su qualsiasi superficie".
Il presidente della Cooperativa Bagnini Danilo Piraccini, raccoglie i frutti di
una scelta di grande sensibilità e fuori dagli schemi. La fascia d'età di chi
contatta il numero verde 800413644 per prenotare la carrozzella va dai 30 ai 45
anni; ma ne hanno usufruito anche giovani di 11, 14 e 16 anni.
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27/05/2007 Congedo
retribuito: un diritto anche per il coniuge della persona con disabilità
Grazie a una sentenza del 18 aprile, il congedo retribuito per assistere la
persona con handicap grave potrà essere concesso anche al marito o alla moglie,
che fino a oggi ne erano esclusi.
Da oggi in poi il congedo retribuito di due anni per assistere la persona con
handicap grave potrà essere concesso anche al coniuge, oltre ai genitori e ai
fratelli, che viene adesso chiamato per primo, sulla base del vincolo
matrimoniale e del codice civile, ad assistere moralmente e materialmente il
consorte.
Adesso una nuova sentenza pubblicata sulla Gazzetta ufficiale n° 19 il 16 maggio
2007 – ed entrata in vigore il giorno successivo - dichiara illegittimo il
Decreto Legislativo 151/01 là dove non prevede anche per la moglie o il marito
del disabile grave la possibilità di avvalersi di questo diritto.
Si tratta dunque di una sentenza di notevole impatto che rende giustizia a tanti
che, come nel caso di persone con SLA, hanno la necessità e il diritto di
assistere i propri cari. La sentenza cancella infatti la parte di legge che non
riconosce “anche per il coniuge convivente con il ‘soggetto con handicap in
situazione di gravità’ il diritto a fruire del congedo indicato”, estendendo di
fatto tale diritto anche al marito e alla moglie del disabile grave.
Le modalità di richiesta del congedo e i requisiti specifici necessari per la
concessione del congedo saranno chiarite dagli istituti competenti (INPS,
INPDAP, ecc.) con proprie circolari.
La Corte Costituzionale aveva già in passato esteso il congedo ai fratelli e
sorelle della persona con disabilità, anche nel caso in i cui genitori fossero
in vita, ma totalmente inabili (sentenza n°233/05).
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21/05/2007 Alla
sua seconda edizione, la guida informativa è realizzata dall’Agenzia per le
entrate e dalla Regione
Una guida alle agevolazioni fiscali su misura delle
esigenze delle persone con disabilità. L’hanno realizzata l’Agenzia
delle entrate e la Regione Emilia-Romagna
per venire incontro ai bisogni della popolazione regionale con
disabilità, che chiede di poter vivere in una casa dotata di
attrezzature e spazi adatti alle proprie esigenze, di poter utilizzare
ausili per partecipare attivamente alla vita sociale, di poter
acquistare un automezzo speciale per muoversi in libertà e autonomia.
La guida è alla sua seconda edizione, forte del successo del 2006 e
della richiesta da parte delle persone anziane e con disabilità, delle
associazioni che le rappresentano e degli operatori dei servizi che
hanno il compito di informare e orientare i cittadini. Uno strumento con
tutte le informazioni sulle principali agevolazioni che possono essere
oggi chieste dal cittadino su accessibilità, mobilità, assistenza non
soltanto sul versante delle agevolazioni fiscali, ma anche nell’ambito
del sistema regionale dei servizi sociali.
“Il nostro obiettivo – spiega Anna Maria Dapporto, assessore regionale
alla Promozione delle politiche sociali – è offrire non soltanto
prestazioni assistenziali, ma anche informazioni e competenze per
riuscire a sostenere al meglio l’autonomia della persona ed anche il
lavoro di cura dei famigliari, che sono due risorse fondamentali per
l’intero sistema delle politiche sociali”.
La guida, stampata in 16mila copie, è disponibile e scaricabile sui siti
della Regione Emilia-Romagna e dell’Agenzia delle entrate ed è presente
presso i 25 uffici locali dell’Agenzia delle entrate e presso i 10
centri provinciali per l’adattamento dell’ambiente domestico (dei quali
si trovano i riferimenti all’interno della pubblicazione).
La pubblicazione della guida informativa rientra nel programma di
iniziative avviato già da alcuni anni dalla Regione per favorire la
domiciliarità di anziani e disabili, non soltanto con contributi e
agevolazioni economiche, ma anche con servizi di informazione e
consulenza. I contributi per la mobilità privata e l’adattamento della
casa previsti dalla Legge regionale n. 29/97, l’esenzione dal bollo auto
per tutte le persone in situazione di handicap grave, i centri regionali
e provinciali di informazione e consulenza per gli ausili e
l’adattamento dell’ambiente domestico sono alcune delle iniziative
promosse in questi anni da Regione, enti locali e Aziende Usl.
Nel 2005 è entrata a regime l’attività dei dieci centri provinciali
avviati nel 2004 presso i Comuni capoluogo di Provincia per dare
informazione e consulenza sui temi dell’adattamento dell’ambiente
domestico per anziani e disabili: nel corso del 2005 sono state più di
2.000 le prestazioni erogate tra informazione, consulenze presso i
centri e sopralluoghi a domicilio.
I centri provinciali sono supportati dal centro regionale ausili di
Bologna e dal centro regionale di informazione e consulenza per il
superamento delle barriere architettoniche di Reggio Emilia, le due
strutture di ambito regionale che completano la rete attivata dalla
Regione per garantire ai cittadini anziani e disabili la presenza di
servizi specializzati in materia di ausili e barriere architettoniche.
Roma, 24 maggio 2007 - SLA: NUOVO INDIZIO SULLE CAUSE
DELLA MALATTIA
Circa il 10% di tutte le forme di Sclerosi Laterale Amiotrofica
(SLA) sono familiari; tra queste il 20% dipende da difetti nel gene per
la superossido dismutasi 1 (SOD1), un enzima cruciale per la cellula che
interviene nei meccanismi di difesa contro gli agenti ossidanti.
Ricercatori italiani finanziati da Telethon hanno scoperto che nei casi
di SLA familiare dovuti a mutazioni della proteina SOD1 il difetto
genetico comporta un nuovo problema per il motoneurone (la cellula
nervosa bersaglio della malattia che trasmette i comandi dal cervello ai
muscoli). Infatti, mentre era già noto che la proteina difettosa forma
aggregati proteici che risultano tossici per il motoneurone, ora si è
invece scoperto che la proteina alterata, “sequestrata” nei suddetti
aggregati, fa diminuire la sua presenza nel nucleo della cellula
nervosa; ciò rende il DNA più sensibile agli attacchi e ai danni
provocati da agenti ossidanti. La proteina SOD1 serve, quindi, anche da
scudo protettivo per il DNA contro gli attacchi dei radicali liberi.
Il risultato, pubblicato su Human Molecular Genetics*, è stato ottenuto
presso il CEND, il Centro di eccellenza per lo studio delle malattie
neurodegenerative dell’Università di Milano da un gruppo di ricercatori
coordinato da Angelo Poletti, che comprende anche Silvia De Biasi
dell’Università degli Studi di Milano e Caterina Bendotti dell’Istituto
di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. I tre ricercatori usufruiscono
di un finanziamento Telethon destinato alla comprensione dei meccanismi
alla base della SLA.
Commenta Poletti: “Meno SOD1 nel nucleo dei motoneuroni vuol dire meno
proteina capace di rimuovere dal DNA i radicali liberi. È possibile che
la continua esposizione del DNA al danno ossidativo ne alteri nel tempo
la struttura e questo può essere una concausa della malattia”.
Gli esperimenti sono stati eseguiti su motoneuroni derivati dal modello
animale della malattia e su motoneuroni in coltura. Conclude Poletti:
“Fino a oggi si pensava che alterazioni nel gene SOD1 fossero
responsabili solo di una neurotossicità a livello del citoplasma del
motoneurone. E invece abbiamo scoperto che anche il nucleo è coinvolto.
Secondo noi la perdita di protezione del DNA, che si trova così
maggiormente esposto agli attacchi dei radicali liberi, contribuisce
all’esordio e alla progressione della malattia”.
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28/04/2007 - Stephen Hawking
in assenza di gravità
Dopo tanta attesa finalmente Stephen Hawking il più grande fisico teoretico
esistente puo' coronare il suo sogno di un viaggio nello spazio, o quasi.
'Space here I come' Lo aveva atteso e
annunciato da tempo, era forse il suo desiderio più grande, sperimentare
l'assenza di gravità proprio come si trovasse nello spazio, da lui tanto amato e
studiato eppure mai sperimentato.
Stephen Hawking una delle menti più brillanti di questo secolo, il
fisico teorico autore di "A brief History of Time", la sua opera forse più
conosciuta in cui elabora tesi straorinarie sulla nascita e l'evoluzione
dell'universo sul concetto di tempo, ha potuto finalmente coronare il suo sogno
il 26 Aprile quando a bordo di un Boieng 727 ha raggiunto la quota di 25.000
piedi e ha fluttuato per circa 25 secondi in assenza di gravità.
Certo non sarà stata una vera e propria missione spaziale,ma per il fisico
inglese sessantacinquenne, da più di quaranta anni afflitto dal morbo di
Gehrig(o anche sclerosi laterale amiotrofica), una malattia degenerativa che
colpisce i muscoli rendendo praticamente incapaci di compiere qualsiasi
movimento e di comunicare, deve essere stata una soddisfazione più grande che
vincere il Nobel,il riconoscimento tanto agognato che non ha mai ricevuto per
l'impossibilità di verificare sperimentalmente le sue teorie, troppo avanti per
la nostra tecnologia.
L'assenza di gravità gli ha permesso finalmente di superare l'ostacolo del suo
corpo immobile e di poter galleggiare leggero, effettuando piroette come fosse
un atleta olimpico.
Già prima della partenza Hawking aveva affermato che lo spazio è il futuro della
razza umana. Senza il potenziamento della ricerca spaziale l'umanità soccomberà,
schiacchiata da un disastro ambientale di proporzioni colossali, da una guerra
condotta con armi non convenzionali, o per effetto di uno sviluppo non
sostenibile.
Proprio questo suo viaggio - ha dichiarato - oltre che riaccendere l'attenzione
mediatica su una malattia che come lui colpisce migliaia di persone in tutto il
mondo, potrà servire per incoraggiare le persone a investire,in ricerca e
denaro, nel progetto di conquista dello spazio: "Se posso farlo io - ha
affermato - può farlo chiunque".
Nel 2009 Stephen Hawking si augura di poter partecipare ad un vero viaggio
spaziale a bordo delle navette di Richard Branson, il miliardario americano
proprietario di Virgin che sta investendo per la creazione di una flotta di 40
navette spaziale che dovranno rendere più accessibile lo spazio anche a noi
mortali.
Tanti auguri Stephen, ti auguriamo di tutto cuore di poter realizzare il tuo
sogno e continuare ad affascinare il mondo con le tue teorie.
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06/04/2007
- S. Camillo, nasce il software per leggere il pensiero
Riuscire a parlare con il pensiero, senza aprire bocca: è la nuova
frontiera tecnologica che va in soccorso dei disabili più gravi. Servirà per
comunicare messaggi semplici ma spesso essenziali, tipo «ho sete» o «vorrei
essere spostato». Basterà pensare quel certo contenuto perché questo arrivi ad
un destinatario.
Niente a che fare con la telepatia: l'importante novità arriva dal fronte della
ricerca tecnologica più avanzata.
La comunicazione cervello-computer è possibile. E ha la sua radice in un
lembo del nostro territorio, agli Alberoni, presso l'Ircss, l'Istituto di
ricovero e cura a carattere scientifico San Camillo.
Qui, nell'ospedale gestito dai padri Camilliani, si è riusciti a mettere a punto
quello che è probabilmente il più avanzato software oggi esistente che permette
una comunicazione complessa fra cervello e computer.
Ovvero fra il cervello di una persona che la malattia ha reso completamente
inabile dal punto di vista fisico, fino ad impedirle di parlare e di muoversi, e
un operatore che legge al computer gli imput inviati dall'ammalato.
Un'innovazione tecnologica di questo tipo sarebbe utilissima nel caso di
pazienti tetraplegici e affetti da patologie neurologiche che conducono alla
completa immobilità e all'incapacità di muovere qualsiasi muscolo.
Per capire quali siano i possibili destinatari basta ricordare i nomi del
giornalista Ambrogio Fogar e dell'attore Cristopher Reeve.
Come nel caso della Sla. E se, nel caso loro, l'immobilità estrema era
dovuta a lesioni midollari cervicali a seguito di un trauma, ci sono casi in cui
è una malattia degenerativa a devastare progressivamente l'autonomia dei
movimenti.
Una malattia come la Sla, la Sclerosi laterale amiotrofica che, per esempio,
costringe alla sedia a rotelle e ad un sintetizzatore vocale il fisico inglese
Stephen Hawking, ma anche persone "di casa nostra", come Andrea, il giovane papà
di Quarto d'Altino, cui GV ha dedicato un ampio servizio nello scorso numero.
Come si fa a comunicare che si ha sete. Per le persone in queste
condizioni le ricerche condotte all'Irccs del San Camillo potrebbero essere di
grande giovamento. Detto in maniera un po' grossolana, il sistema funziona così:
il paziente ha dinanzi a sé un computer sul cui monitor compaiono delle frecce
oppure dei simboli di comunicazione (tipo un bicchiere per dire «ho sete» o un
panino per dire «ho fame»).
Poniamo che l'ammalato, collegato all'elaboratore grazie a degli elettrodi
simili a quelli in uso per l'elettroencefalogramma, voglia segnalare che ha
sete.
Il paziente pensa il bicchiere e il computer capisce. Quando il simbolo
(che compare all'interno di una sequenza insieme ad altri) si illumina, allora
il paziente emette un segnale cerebrale di interesse. In sostanza pensa il
bicchiere d'acqua e la sua onda cerebrale viene captata e decifrata dal
computer, dando così modo all'operatore di capire cosa il disabile voglia
comunicare in quel momento.
Per ora margine d’errore del 15%. «Abbiamo provato il sistema su pazienti
ricoverati qui al San Camillo - spiega il primario Paolo Tonin - e non solo su
pazienti sani, che avviene in alcune sperimentazioni fatte in giro per il mondo.
Così abbiamo verificato la sostanziale bontà del software. Il problema di fondo
è che bisogna affinare la capacità di riconoscimento e di decodificazione
dell'onda cerebrale emessa: oggi siamo ad una correttezza di riconoscimento
dell'85%».
Bisogna, insomma, arrivare al 100% prima che il sistema possa essere introdotto
in maniera regolare nell'attività ospedaliera. E prima, soprattutto, che se ne
possano dotare, a casa, le famiglie in cui vivono disabili così gravi.
Ma l'attesa è ricca di speranza, anche perché sistemi in qualche modo simili e
concorrenti arrivano appena a decodificare quattro lettere al minuto. Il sistema
messo a punto al San Camillo è decisamente più veloce.
Servono fondi per affinare i risultati. Ma per completare le ricerche
occorrono fondi: servono almeno 220.000 euro per sostenere due anni di studi
condotti da un ingegnere e da un neurofisiologo, nonché per l'acquisto di
tecnologie informatiche.
E' anche per sostenere la raccolta di fondi per l'"interfaccia
cervello-computer" che la fondazione San Camillo organizza, per venerdì 30 marzo
alle ore 18 pressoo l'Istituto veneto di Scienze, Lettere ed Arti di Venezia, un
convegno su "I nuovi confini della scienza: presente e futuro della ricerca sul
cervello"; l'intervento centrale è affidato a Emilio Bizzi, docente al Mit di
Boston e consulente dell'Ircss San Camillo, dove quindicinalmente si reca per
supportare le indagini condotte dai medici lidensi.
Giorgio Malavasi
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03/04/2007 - Sclerosi laterale amiotrofica e
calcio, relazioni pericolose
La notizia . I sospetti sui legami tra la pratica
del gioco del calcio e l’insorgenza di sclerosi laterale amiotrofica (SLA) o
morbo di Lou Gehrig aumentano dopo che sono stati registrati 3 casi in 3 membri
della stessa squadra dilettantistica britannica. La denuncia sul misterioso caso
arriva dalla rivista specializzata Amyotrophic Lateral Sclerosis.
Le ipotesi. La SLA colpisce circa 1 persona su 50.000 ogni
anno: quando si verificano 3 casi in un gruppo ristretto di persone allora
occorre indagare con attenzione. Il fatto che le persone in questione
militassero tutte e 3 in una squadra di calcio dilettantistico ha fatto scattare
un campanello d’allarme. Uno studio recente effettuato in Italia e pubblicato da
Recenti Progressi in Medicina ha infatti registrato un’incidenza maggiore
tra la popolazione dei calciatori professionistici rispetto a quella generale,
ma finora non erano state registrate anomalie tra i calciatori dilettanti,
tanto che tra le ipotesi più gettonate sulla causa dell’incidenza anomala della
SLA tra i professionisti del pallone c’era quella del doping o comunque del
ricorso anomalo a farmaci. Da Lou Gehrig – celebre campione del baseball
statunitense – a Gianluca Signorini, giocatore professionista del calcio
italiano: quasi 70 anni di storia del rapporto tra sclerosi laterale amiotrofica
e sport. Dalle prime intuizioni e supposizioni alle recenti evidenze
epidemiologiche che avvalorano una possibile relazione tra gioco del calcio e
sclerosi laterale amiotrofica; il confronto tra vecchie e nuove ipotesi
etiopatogenetiche. La sclerosi laterale amiotrofica fu descritta per la prima
volta in Francia nel 1874 da Charcot e definita come "malattia progressiva dei
motoneuroni". Dopo la morte del grande campione di baseball, negli Stati Uniti
d’America e successivamente in tutto il mondo, la sclerosi laterale amiotrofica
assunse il nome di malattia di Lou Gehrig. E fu traendo spunto dalla sua vicenda
che alcuni studi epidemiologici indicarono una relazione tra malattia, traumi
ripetuti e attività fisica intensa. L’insorgenza della SLA può essere spiegata
con i ripetuti traumi al capo subìti nel colpire il pallone con la testa, in
individui geneticamente predisposti. Le smentite non mancano e vengono avanzate
nuove ipotesi da parte di alcuni epidemiologi. Uno di essi afferma: "Come cause
dirette della SLA si possono escludere due delle ipotesi più accreditate: i
microtraumi ed il metabolismo 'accelerato' tipico del calciatore. Altri sono i
fattori di rischio: l’uso eccessivo di antiinfiammatori, sostanze tossiche
illegali, integratori o supplementatori (aminoacidi ramificati, creatina) il
contatto con i diserbanti usati nei campi da calcio".
Il commento. “Quello che è davvero inusuale nei tre pazienti
inglesi con SLA”, spiega Ammar Al-Chalabi, neurologo del King’s College di
Londra, “è che si tratta di amici che hanno sviluppato la patologia nello stesso
periodo. Un’eventualità che teoricamente può verificarsi per caso, ma è
statisticamente incredibile. I tre hanno solo due cose in comune: sono stati
colpiti da scosse elettriche in passato e giocano 3 volte a settimana a calcio
da molti anni. Il prossimo passo è uno studio epidemiologico vero e proprio, per
capire se l’incidenza della SLA varia davvero nella popolazione dei calciatori
(sia professionisti che dilettanti) e perché”.
Bibliografia. Wicks P, Ganesalingham J, Collin C, Prevett M,
Leigh NP, Al-Chalabi A. Three soccer playing friends with simultaneous
amyotrophic lateral sclerosis. Amyotrophic Lateral Sclerosis 2007; doi:
10.1080/17482960701195220.
Cristani A, Romagnoli E. Storia del rapporto tra sclerosi laterale amiotrofica e
sport. Recenti Progressi in Medicina 2006; 97(7-8):408-410.
David Frati
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29/03/2007 -
Turco:
subito dieci milioni di euro per acquisto comunicatori vocali malati SLA
Il Ministro della
Salute Livia Turco ha annunciato oggi, nel corso del convegno internazionale
“Decisioni di fine vita” svoltosi a Roma, l’intenzione di avviare un’iniziativa
straordinaria per garantire la presa in carico domiciliare, comprensiva della
messa a disposizione di dispositivi per la comunicazione, a favore dei malati di
Sclerosi laterale amiotrofica o di altre patologie invalidanti che provocano la
perdita della parola e quindi della possibilità di comunicare con il mondo
esterno.
Attualmente, infatti, tali dispositivi non sono forniti in maniera omogenea da
tutte le Regioni, anche in attesa della prossima revisione del nomenclatore
delle protesi che prevederà un loro più dettagliato inserimento tra le protesi
erogate gratuitamente dal SSN. Gli uffici del Ministero della Salute stanno
predisponendo il testo di una specifica progettualità in materia cui destinare
una quota, stimata attorno ai dieci milioni di euro, nell’ambito delle risorse
del fondo sanitario destinate a specifici obiettivi sanitari.
Saranno poi le Regioni ad attuare i progetti specifici comprensivi della messa a
disposizione delle apparecchiature.
I “Sistemi di comunicazione aumentativa alternativa” (questo il nome tecnico
degli apparecchi) sono utilizzati per consentire di comunicare nelle fasi più
avanzate della malattia quando restano solamente i movimenti oculari a collegare
il paziente con il mondo circostante.
A tale scopo sono nati i dispositivi a controllo oculare che grazie ad una
telecamera connessa ad un computer e ad un software, consentono di scrivere,
navigare in Internet, leggere scrivere e spedire e-mail, comandare luci ed
apparecchi domestici, e molto altro ancora.
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20/03/2007 - Sclerosi laterale amiotrofica, parenti a rischio
depressione
Sanihelp.it - I familiari, soprattutto i
rispettivi coniugi, che si occupano di pazienti con sclerosi laterale
amiotrofica (SLA), meglio conosciuta in ambito sportivo e calcistico come Morbo
di Lou Gehrig, hanno una maggiore probabilità di diventare depressi e di
sentirsi sopraffatti dal carico psicologico, rispetto ai malati stessi.
A sostenerlo è uno studio italiano pubblicato nel fascicolo del 20 marzo 2007 di
Neurology®, la rivista scientifica dell’American Academy of Neurology, e
finanziato dal programma di ricerca sanitaria finalizzata della Regione
Piemonte.
«Poiché ci sono indicazioni che le condizioni mentali di coloro che si occupano
dei pazienti influenzano grandemente i pazienti con SLA, questi dati mostrano
che non si dovrebbero trascurare le condizioni fisiche e psicologiche di queste
persone quando si pianifica la presa in carico del paziente affetto da
SLA», spiega Adriano Chiò, autore dello studio, responsabile del Centro SLA
dell'ospedale Molinette di Torino e membro dell’American Academy of
Neurology. Lo studio è stato finanziato dal programma di Ricerca Sanitaria
Finalizzata della Regione Piemonte.
I ricercatori hanno intervistato 31 coppie di pazienti con SLA e loro
assistenti, all’inizio e al termine di uno studio durato 9 mesi. Le coppie sono
state sottoposte a interviste sulla depressone e la qualità della vita. I
ricercatori hanno anche esaminato le sensazioni di carico avvertite dai parenti
e la sensazione del paziente di rappresentare un peso per chi lo assiste. Lo
studio ha provato un significativo aumento della sensazione di carico e
della depressione tra coloro che assistono i pazienti nel corso dei 9
mesi dell’osservazione, mentre la depressione, la qualità di
vita e la sensazione di rappresentare un carico sono rimasti praticamente
invariati tra i pazienti con SLA.
La percentuale di assistenti dei pazienti con depressione da lieve a moderata è
aumentata dal 9,7% al 19,3%. La sensazione di carico
psicologico è aumentata dell’11% tra coloro che assistono i pazienti; la più
comune lamentela è stata di non avere abbastanza tempo per se stessi. Anche i
punteggi di qualità della vita sono lievemente diminuiti tra gli assistenti dei
pazienti.
Lo studio, infine, ha provato che all’inizio dello studio la qualità
della vita era maggiore negli assistenti dei pazienti, mentre alla fine era
maggiore nei pazienti che nei loro assistenti.
«La SLA è considerata una malattia che colpisce tutta la famiglia», conclude
Chiò, «Ciò significa che coinvolge tutti i membri dell’entourage del paziente.
Interventi specifici per migliorare l’efficacia della comunicazione tra i
pazienti e coloro che li assistono potrebbero migliorare il benessere
psicologico di entrambi, aiutando i pazienti ad essere maggiormente consapevoli
delle necessità di coloro che li assistono e questi ultimi ad accettare il loro
ruolo, stressante ma veramente inestimabile».
di Silvia Nava
08/03/2007 AssiSLA corre
col Team RCGM
Ancora una volta AssiSLA prende velocità!
Il Team della
RCGM di Bertinoro corre quest'anno con un
adesivo di AssiSLA ONLUS tatuato sulla carena di una Yamaha R1,
partecipando al campionato italiano e alcune gare di mondiale Superstock 1000.
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2/2/2007 - Un software per ricominciare a vivere
A Milano congresso dell’associazione Coscioni sulle nuove
tecnologie al servizio dei malati. Due giorni per approfondire i progressi
dell’informatica e i ritardi della politica rispetto alla disabilità
I diritti del malato non si fermano alla porta dell’ospedale.
Morire per un’appendicite fa scalpore, certo: ma i diritti del malato vanno
tutelati anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni, a casa, per strada,
sostenendo in special modo quelle persone che devono fare i conti con la
disabilità.
Luca Coscioni, leader radicale scomparso un anno fa e fondatore
dell’associazione che porta il suo nome, i problemi della disabilità li
conosceva sulla sua pelle. Per questo si batteva per il “diritto di parola”:
infatti alcune patologie del sistema neuro-muscolare, tra cui la sclerosi
laterale amiotrofica da cui Coscioni era affetto, compromettono irrevocabilmente
la capacità di esprimersi. L’impossibilità di comunicare con l’esterno può
esistere fin dalla nascita (come nel caso di paralisi cerebrale infantile),
sopraggiungere in età adulta (per esempio a causa di distrofia muscolare,
sclerosi multipla, tetraplegie), oppure arrivare in maniera improvvisa (con un
ictus o un trauma cerebrale conseguente a un incidente). È un’eventualità cui
non si pensa per scaramanzia, ma riguarda tutti noi: in Italia vivono circa tre
milioni di disabili, migliaia dei quali in carrozzella o immobilizzati a letto.
Oggi e domani all’hotel Leonardo di Milano l’associazione Luca Coscioni
organizza il primo congresso internazionale sul tema “Tecnologie e riforme
contro la disabilità. Rivoluzione digitale e politica per la libertà di parola e
la vita indipendente”. Rivoluzione, perché va scardinata la situazione in cui i
malati sono costretti a vivere in Italia, in un isolamento direttamente
proporzionale al proprio grado di disabilità. Innovazioni digitali, perché il
mondo dell’informatica apre nuovi mondi anche ai malati. Responsabilità
politica, perché chi governa deve prendersi carico di queste tematiche.
E poi libertà di parola e vita indipendente, affinché la malattia non divenga
una prigione e il malato possa continuare a vivere una vita il più possibile
autonoma, mantenendo contatti con l’esterno e facendo sentire la sua voce. Il
modo di uscire dal silenzio c’è: si chiama “comunicazione aumentativa
alternativa”. É un software che funziona sfruttando lievi movimenti di un dito,
della testa o degli occhi per fare arrivare i comandi a un computer che li
“sintetizza” in una voce artificiale. Così parlava Coscioni ai congressi
radicali. Così scriveva Welby le sue lettere al Presidente della Repubblica.
Così molti malati possono uscire dall’isolamento. Ma queste tecnologie costano:
da 2mila fino a 20mila euro. Serve una forte volontà politica per renderli
rimborsabili dal servizio sanitario nazionale. Alcune regioni (Lazio, Lombardia,
Piemonte, Basilicata) hanno fatto dei passi in questo senso: ma non basta. Ai
politici che parteciperanno al congresso, dalle ministre Livia Turco e Emma
Bonino al presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, l’associazione
Coscioni chiederà di prendere impegni chiari e immediati.
La battaglia per il diritto di parola si affianca a quella per il voto alle
persone disabili. Il filo rosso che unisce queste battaglie è il principio che
ogni malato vada aiutato a vivere il più pienamente possibile – senza rinunciare
a comunicare, a votare, a interagire con il mondo esterno. La Luca Coscioni pone
al centro della propria azione politica il malato, lottando per tutelarne i
diritti: vivere al meglio malgrado la propria disabilità, utilizzando tutti i
mezzi disponibili per neutralizzare l’handicap. Come diceva il suo fondatore:
“La tecnologia oggi può restituire la parola a persone che sono schiacciate da
malattie dure come macigni. Le istituzioni, questa è la mia battaglia, devono
corrispondere a questo bisogno di parola, a questa libertà, e ringrazio i
ricercatori e la società che hanno sviluppato questo nuovo metodo di scrittura
con gli occhi, nell’auspicio che una sempre maggiore conoscenza in questo campo
possa restituire voce, diritto e speranza a tutti quei malati che ne hanno un
vitale bisogno”.
Il Giorno di Eleonora Voltolina (Ass. Enzo Tortora - Radicali Milano,
Associazione Coscioni) - 28/01/07
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25/01/2007 SLA: una ricerca accende la speranza
Ricercatori del Cnr di Catania hanno individuato le alterazioni genomiche
associate alla Sclerosi laterale amiotrofica (Sla). La ricerca - pubblicata
sulla rivista BMC Genomics - apre nuovi spiragli per la diagnosi ed il
trattamento terapeutico di questa rara, ma terribile malattia
Oltre
44.000 geni indagati su un numero elevato di pazienti, utilizzando la corteccia
motoria, hanno permesso ai ricercatori del Cnr di Catania di individuare le
alterazioni genomiche associate alla sclerosi laterale amiotrofica (Sla). La SLA
è una complessa malattia degenerativa del sistema nervoso, multifattoriale e
poligenica, la cui insorgenza è attribuibile alla interazione di fattori
ambientali e alterazioni geniche. Colpisce 1,2 persone su 100mila, è
caratterizzata da debolezza muscolare, atrofia, fascicolazioni, progressiva
paralisi e, generalmente, morte per arresto respiratorio.
���E’ una malattia con patogenesi poco nota, incurabile, per la quale non esistono
metodi diagnostici, né trattamenti terapeutici di riferimento”, sottolinea
Sebastiano Cavallaro dell’Istituto di Scienze Neurologiche (ISN) del Consiglio
Nazionale delle Ricerche di Catania e coordinatore della ricerca. “Il nostro
studio”, prosegue il ricercatore, “risulta particolarmente innovativo perché per
la prima volta è stato coinvolto un numero considerevole di pazienti (11
soggetti affetti da SLA); la sperimentazione è stata effettuata sulla corteccia
motoria, in particolare sui motoneuroni superiori e sull’intero genoma umano
(44.000 geni), producendo risultati statisticamente significativi”.
Dall’analisi dei dati, i ricercatori hanno identificato non solo 57 geni la cui
regolazione è profondamente alterata, ma anche i processi funzionali che sono
maggiormente interessati dalla malattia. In parole povere, se paragonassimo i
geni del nostro organismo a dei giocatori di calcio, potremmo dire che adesso
conosciamo non solo i “giocatori”, ma anche le “squadre” che giocano male.
La scoperta, pubblicata in questi giorni sulla rivista internazionale BMC
Genomics, apre nuovi spiragli per la diagnosi ed il trattamento terapeutico
della SLA. L’identificazione dei processi coinvolti, infatti, costituisce il
primo passo per lo sviluppo di nuove terapie mirate.
Roma, 25 gennaio 2007
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05/01/2007 - Insediata
la Commissione Ministeriale per la Sclerosi Laterale Amiotrofica
[fonte ADUC] Garantire la semplificazione
burocratica, la riduzione dei tempi di diagnosi, l'assistenza a domicilio e la
qualita' della vita in tutte le fasi. Questi i principali obiettivi della
Commissione sulla Sclerosi laterale amiotrofica (Sla), insediata ieri sera dal
ministro della Salute Livia Turco e coordinata, come sottolinea una nota
del dicastero, dallo stesso ministro.
La Commissione, si legge nella nota, e' composta da 21 membri di diversa
estrazione professionale e ha come 'finalita' quella di individuare le
criticita' di maggior rilievo, definire le priorita' di azione e promuovere la
sperimentazione sul campo di soluzioni per garantire risposte appropriate e
personalizzate ai bisogni di cura ed assistenza del paziente, attraverso
percorsi diagnostico-terapeutici adeguati, una idonea rete integrata di servizi
territoriali e l'accesso agevolato a protocolli di cura innovativi'.
'Abbiamo raccolto le sollecitazioni provenienti dai malati e dai loro
familiari.
L'istituzione di questa Commissione rappresenta solo un primo segnale di
attenzione nei confronti della complessita' delle questioni che sono state
portate alla nostra valutazione. Siamo consapevoli delle aspettative nei
confronti del nostro operato e cercheremo di non deluderle. Sara' importante
valutare, e mettere in cantiere, una serie di interventi in grado di promuovere
cambiamenti strutturali della capacita' del sistema di far fronte ai bisogni
assistenziali di pazienti e familiari, a cominciare dalla riduzione dei tempi di
diagnosi e dalla disponibilita' di una rete di centri specialistici e di servizi
territoriali in grado di assicurare informazione, assistenza e sostegno in tutte
le fasi della malattia'. Per tutto cio', ha precisato Turco, 'servira' tempo,
investimenti, capacita' di misurare e valutare sul campo, in corso d'opera,
l'utilita' e la bonta' degli interventi individuati e sperimentati'. Tuttavia,
secondo il ministro, c'e' bisogno di intervenire da subito su altri aspetti sui
quali 'si possono produrre risultati utili in tempi stretti': si tratta, ad
esempio, della semplificazione delle procedure burocratiche per il
riconoscimento di invalidita', l'integrazione del Nomenclatore tariffario con
ausili come gli strumenti per comunicare quando si e' perso l'uso della parola,
la possibilita' di accedere a sperimentazioni cliniche e le terapie palliative.
Per tutto cio', ' serviranno tempo, investimenti, capacita' di misurare e
valutare sul campo, in corso d'opera, l'utilita' e la bonta' degli interventi
individuati e sperimentati. Ma abbiamo bisogno di intervenire da subito su altri
aspetti sui quali si possono produrre risultati utili in tempi stretti. Pensiamo
alla semplificazione delle procedure burocratiche per il riconoscimento di
invalidita', alla integrazione del nomenclatore tariffario con ausili come gli
strumenti per comunicare quando si e' perso l'uso della parola, alla
possibilita' di accedere a sperimentazioni cliniche'.
Inoltre, 'particolare attenzione bisognera' dedicare alla qualita' della vita in
tutte le fasi della malattia, e quindi anche alle terapie palliative, favorendo
il raccordo con l'attivita' della Commissione su terapia del dolore, cure
palliative e dignita' del fine vita'. La Commissione, per i cui membri non e'
previsto alcun compenso, restera' in carica un anno.
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